Dicembre 2015 - 20 dicembre 1969 per non dimenticare PINO PINELLI
Saluti rossi.
DA: http://www.radiopopolare.it/
DOCUMENTARIO IN AUDITORIUM A MILANO Via Ollearo 5, 20155, Milano - Tel.
02.392411 - radiopop@radiopopolare.it
http://www.radiopopolare.it/2015/12/licia-pinelli-ricorda-il-marito-pino/
scritto Sabato 12 dicembre 2015 ore 07:40
Il
16 dicembre h 20.30
proiezione del documentario Pino Pinelli, mio marito di Alberto
Roveri nell’Auditorium di Radio Popolare.
Sono passati 46 anni dalla Strage di Piazza Fontana del 12
dicembre 1969. E quarantasei ne sono passati dalla morte di Pino Pinelli,
precipitando da una finestra della Questura di Milano, tra la notte
del 15 e il 16 dicembre 1969. Ferroviere anarchico, arrestato
come presunto complice della strage, evidentemente senza prove e che
durante l’interrogatorio finì “misteriosamente” sul selciato.
Se a qualcuno fa ancora comodo avere dei dubbi su quella drammatica fine, non è
così per la moglie Licia, per le figlie Claudia e Silvia e
per moltissimi milanesi che non hanno mai creduto alla versione ufficiale
fornita dalla Questura.
E nonostante la riappacificazione simbolica, di fronte all’ex Presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano, tra la moglie di Giuseppe Pinelli e
la moglie di Luigi Calabresi, l’allora commissario ritenuto
responsabile di quella morte, dimenticare non si può e non si deve.
Vi aspettiamo mercoledì 16 dicembre alle 20.30 per guardare insieme il
documentario Pino Pinelli, mio marito di Alberto Roveri. Con
il regista saranno presenti Claudia e Silvia Pinelli, figlie di Pino
e Licia. La serata sarà trasmessa anche in diretta con Barbara Sorrentini e
Danilo De Biasio.
Ingresso libero con prenotazione 0239241409 Aggiornato martedì
15 dicembre 2015 ore 15:49

Una
foto di Giuseppe Pinelli con la moglie Licia e le figlie Claudia e Silvia,
"Giuseppe 'Pino' Pinelli
(Milano, 21 ottobre 1928 - 15 dicembre 1969)"
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CIRCOLO DI INIZIATIVA PROLETARIA
GIANCARLO LANDONIO VIA STOPPANI,15
21052 BUSTO ARSIZIO –VA- Italia
(Quart. Sant’Anna dietro la piazza principale)
e-mail: circ.pro.g.landonio@tiscali.it
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DOCUMENTI STORICI.

In circa duemila sotto le bandiere nere del movimento anarchico e qualcuna
rossa rendono omaggio a Giuseppe Pinelli
ASSASSINIO POLITICO NON SUICIDIO .
Il
20 dicembre [1969] si sono svolti a Milano i
funerali dell’anarchico Giuseppe Pinelli. A tributare il loro cordoglio e il
loro sdegno per la tragica fine subita, c’erano amici, conoscenti, operai e
gruppi politici. Ciascuno dei partecipanti era intervenuto al funerale per
testimoniare, allo scomparso, ognuno per ragioni sue specifiche, la propria
solidarietà politica, individuale o collettiva.
Il nostro raggruppamento aveva già in precedenza denunciato le
menzogne della polizia e il linciaggio morale, a cui la canea borghese aveva
sottoposto Pinelli e i suoi amici anarchici. Ai funerali oltre agli anarchici e
ad altri raggruppamenti partecipavano centinaia di operai, venuti a dare con la
loro presenza l’estremo saluto a un uomo che è stato assassinato politicamente.
A differenza degli altri raggruppamenti politici presenti in
forma ufficiosa e individuale, il nostro raggruppamento ha partecipato con i
propri simboli:[RIVOLUZIONE COMUNISTA] per chiarire pubblicamente il
significato politico di questo assassinio in un momento in cui si era
scatenato il terrorismo statale. Pinelli meritava la nostra solidarietà
politica perché il linciaggio a cui oggi sono sottoposti gli anarchici non è
un’azione diretta esclusivamente contro gli anarchici ma vuole essere una
lezione e un monito generali della borghesia ai gruppi rivoluzionari.
La repressione scatenata dopo gli attentati di Milano e Roma era
stata preparata in precedenza. L’eccidio della Banca Nazionale
dell’Agricoltura, ha dato solo il via per lanciare sui rivoluzionari i cani
della borghesia, i poliziotti e il seguito dei suoi pennivendoli, che sputano
calunnie sui rivoluzionari mascherando assassini e stragi organizzate dalla
stessa borghesia.
(Emma). Tratto da: LOTTE OPERAIE Bollettino sindacale dei
Comunisti Internazionalisti (La Rivoluzione Comunista) anno III° - nr.
21/22 Gennaio - febbraio 1970
(Nota
a margine):…Intanto la polizia infierisce contro gli anarchici. Cade la prima
testa: nella notte fra il 15 e il 16 dicembre del 1969 viene ucciso durante un
interrogatorio nella questura di Milano il ferroviere anarchico Pino Pinelli.
[L’atmosfera politica si fa più drammatica.
Mentre la paura e lo sbandamento s’impadroniscono dell’ambiente
studentesco e dei gruppi politici, la nostra organizzazione di Milano
lancia un appello di solidarietà a favore dei compagni colpiti. In
un volantino del 17/12/69 dice.
"
In questo momento in cui gli
anarchici sono sottoposti al linciaggio fisico e morale da parte degli
sfruttatori capitalisti, noi Internazionalisti eleviamo il nostro grido di
sdegno ed
esortiamo tutti i compagni, tutti i veri proletari, a manifestare la loro
solidarietà politica.".
L’appello trova i gruppi studenteschi milanesi indifferenti e sostanzialmente, ostili.
Il 20/12/69 hanno luogo i funerali di Pinelli. La nostra sede milanese
partecipa coi propri simboli di gruppo Internazionalista (bandiera rossa
RIVOLUZIONE COMUNISTA), per manifestare pubblicamente contro il terrorismo
borghese. A portare la loro solidarietà sono centinaia e centinaia di
operai e proletari. Vi è pure, con i propri simboli il PCd´I (m-l);
qualche studente a titolo individuale. Il Movimento Studentesco della
Statale insieme al P.C.I. sono invece affaccendati a gettar fango
sugli anarchici e a organizzare manifestazioni in difesa della democrazia.
Lotta Continua, pur non partecipando al funerale, denuncia ugualmente
nel proprio giornale l’ "assassinio" di Pinelli e la persecuzione dei
rivoluzionari. L’incalzare degli avvenimenti accelera, in modo
vertiginoso, il processo di delimitazione politica in seno agli
studenti, approfondendo il solco tra la tendenza "socialimperialista"
e quella
"anticapitalista". Così il M.S. si rifugia sotto l'ala
protettrice del P.C.I.,
divenendone il portavoce universitario. i suoi elementi più radicali,
si raccolgono sotto Lotta Continua per mantenere deste le illusioni populiste.
Infine gli sudnti più conseguenti, i pochi, passano su posizioni
internazionaliste...
Tratto da: L'AGITATORE COMUNISTA anno 3 nr.5-6 genn.- apr. 1970 organo dei
gruppi studenteschi internazionalisti (LA RIVOLUZIONE COMUNISTA)
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Edizione
a cura di
RIVOLUZIONE COMUNISTA
SEDE CENTRALE: P.za Morselli 3 - 20154 Milano
e-mail: rivoluzionec@libero.it
http://digilander.libero.it/rivoluzionecom/
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Franco Trincale Lamento per la morte di Giuseppe pinelli - YouTube |
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Bellissimo brano del cantastorie Franco
Trincale, scritto prevalentemente in lingua siciliana, tratta dall'LP
"Canzoni in piazza"
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STRANO VOLO DI UN ANARCHICO - LA MEMORIA DI LICIA PINELLI: «PINO, VITTIMA DI
CALABRESI»
A trentotto anni [art. del 2007] dalla morte di Pino Pinelli, la moglie
Licia ritorna su quei giorni e sulle «giustificazioni» oggi di moda: «Mario
Calabresi ha scritto un libro che, per difendere la memoria del padre, offende
la nostra»
FRANCESCO
BARILLI SERGIO SINIGAGLIA
,
Il corteo sfila nelle vie della periferia della città.
Licia
è una donna per nulla incline a sentimenti di vendetta, che ancora oggi chiede
giustizia rifuggendo dai sensazionalismi e dal clamore mediatico. Vive ancora
oggi a Milano e l'intervista si svolge a casa sua, il 14 gennaio 2008.